fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto frequente nella popolazione mondiale ed è una delle cause principali di ICTUS CEREBRI (stroke).

E’ una patologia che colpisce più frequentemente la popolazione di età medio-avanzata (over 50 aa), determinando una perdita della ritmicità del battito cardiaco per la perdita della contrazione atriale. Infatti il cuore si comporta come un motore a 2 cilindri ( 2 + 2 arterioso e venoso) in cui atrio e ventricolo si contraggono alternativamente.

Quando il cuore perde la contrazione atriale si ha la fibrillazione atriale.

In questa condizione il battito diventa aritmico e frequentemente molto più veloce. l paziente può avvertire un forte malessere con cardiopalmo o può non rendersi conto di nulla.

Nel caso di malessere un controllo elettrocardiografico potrà velocemente far fare la diagnosi e, conseguentemente, predisporre le cure necessarie al paziente. Ma, nel caso di sintomatologia ridotta, il sintomo d’esordio potrebbe essere un Ictus cerebri con conseguenze spesso terribili ( paralisi di un emilato del corpo, perdita della parola o del visus).

Durante la fibrillazione atriale dopo alcuni giorni nell’atrio si possono formare dei trombi che immessi in circolo possono causare una trombosi.

Le cause che possono determinare una fibrillazione atriale sono molteplici:

  • un difetto valvolare misconosciuto;
  • una crisi ipertensiva, una coronaropatia;
  • una malformazione del sistema elettrico cardiaco;
  • un disturbo endocrinologico ( ipertiroidismo);
  • per causa ignota.

Le cure per questa patologia sono molto efficaci sopratutto se si comprende la genesi

Infatti, sono in grado di regolarizzare la frequenza cardiaca, ridurre fortemente i sintomi e annullare il rischio di ictus.

La figura del cardiologo è primaria in questa patologia.

Appena il paziente è in allarme deve recarsi presso un pronto soccorso (se la situazione è improvvisa e acuta) o presso uno specialista se sono presenti dei sintomi in grado di allarmarci.

Lo specialista attraverso la visita, l’elettrocardiogramma e sempre un ecocardiogramma, potrà fare la diagnosi iniziale per poi cercare eventuali ulteriori patologie scatenanti.

La terapia medica per la fibrillazione atriale si basa sull’uso di antiaritmici, anticoagulanti e antipertensivi (se necessari).

Quella elettrica, invece, consiste in uno shock elettrico (cardioversione) che ripristina il ritmo originale.

La terapia chirurgica si avvale della Ablazione elettrica in cui con radiofrequenze o crioablazione vengono eliminate le cellule che generano impulsi elettrici non fisiologici determinando spesso una guarigione completa e duratura. La cardiochirurgia è utilizzata per la correzione di difetti valvolari rilevanti o per il by-pass coronarico nel caso in cui sia presente una ostruzione arteriosa ( talvolta la cardiopatia ischemica esordisce con disturbi anche aritmici).

Molto spesso un disturbo è un modo con cui il nostro cuore ci vuole comunicare un problema. Ascoltarlo significa saper riconoscere il problema e trovare una soluzione efficace.

Prossimamente parleremo di terapia anticoagulante tra terapia classica e nuovi farmaci

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