Cardiologo competente

Bisnonna di quattro nipoti grazie a un cardiologo competente

Mi chiamo Ada, sono una bisnonna di ben 4 pronipoti e se ho ancora la gioia di poterli vedere crescere la devo al mio “angelo custode,” ossia il dott. Massimo Romano, un cardiologo competente e umano.

Massimo è un cardiologo competente  è professionale e, soprattutto, è umano. Quando fa una diagnosi non sbaglia mai, infatti mi ha salvato la vita prendendomi “per i capelli”.

L’incontro con Massimo Romano è stato del tutto casuale: ero per strada e mi sono sentita male, in quel momento il dottore passava in macchina per andare allo studio e mi ha vista. Ha subito capito che non mi sentivo bene e ha tempestivamente fatto manovra per venire a soccorermi. Dopo avermi visitata mi ha fatto subito ricoverare.

Durante l’intervento mi hanno inserito degli stent e lui ha dimostrato la sua grande umanità. Infatti, non mi ha mai lasciata sola ed è venuto in camera operatoria per assistere  all’intervento e sincerarsi che  tutto andasse bene.

Oggi purtroppo è difficile trovare cadiologi competententi eumani allo stesso tempo che sappiano ascoltare e “accogliere” il paziente.

Per nulla al mondo lo cambierei con un altro cardiologo.

Ada Vescia
Smettere di fumare

Una moglie preoccupata: “Dovresti smettere di fumare”

Se ami qualcuno, se ne hai cura, se hai il coraggio di ammettere che c’è qualcosa che non va, puoi aiutarlo a guarire – se il medico a cui ti affidi, cerca il perché del tuo malessere oltre che tamponarlo, sei nelle mani giuste.

Sono la moglie di Palli, cosi ci chiamiamo affettuosamente. Io guardavo mio marito, ma non volevo vedere. Ho voluto che mio marito si facesse curare.

Estate 2018 – “certo che questo caldo ti ammazza!” Palli non decide di smettere di fumare.

Palli torna a casa ogni sera più stanco, occhi gonfi, quell’aspetto “bollito” che lo fa crollare sulla sdraio in giardino ed addormentarsi a qualunque ora.

Lo guardo ogni giorno, ma, probabilmente, non voglio vedere.

È vero che ormai abbiamo passato da poco i 50 e, dopo tanti anni, lavorare diventa sempre meno divertente e sempre più stancante. È vero anche che il caldo di quest’estate, non lascia tregua a nessuno.

Meno male che manca poco alle ferie, così possiamo riposare e, magari, andare a camminare ogni tanto. Tra una scusa e l’altra, movimento zero. Certo, con la vita che conduce, non lo posso scocciare  ripetendogli continuamente che il movimento fa bene.

“Dovresti smettere di fumare!” un altro ritornello che quest’estate mi trovo a ripetere in continuazione. Aria condizionata, aria stagnante per il caldo alla quale si sommano quelle sigarette.

Certo, ha ridotto tanto il numero di sigarette giornaliere, ora sono solo 10-11, ma ormai lo sanno tutti quanto fa male e io ho smesso da circa 2 anni (ancora mi manca il fumo).
Finalmente siamo in vacanza: “Ha una faccia proprio stanca – dice la sorella – ma da quanto non misuri la pressione? Ho la macchinetta – dai provala! Non rompere! hai n’età … Non rompere! E dai che problema c’è?” 125-175!

Anche se è agosto, il mese delle ferie,   un cardiogramma va fatto immediatamente. Ti fidi del medico e del suo responso: niente di anormale. Nonostante l’esito negativo dell’esame, il medico di base prescrivere una blanda dose di medicinale per abbassare i valori che restano sempre alti soprattutto la mattina. Io lo guardo e ora vedo. Gli amici, che non sono certo medici, lo rassicurano e gli danno il benvenuto nel club dei cinquantenni con le pastiglie per la pressione.

Ma io non mollo: non mi piace pensare che sia l’età e non voglio che lui faccia finta di niente, quindi mi metto alla ricerca del medico giusto.

Settembre: da chi andiamo? Non conosco nessuno, Perchè noi non siamo malati! Mi hanno parlato di un dottore che ha una capacità rara tra i medici: sa ascoltare il paziente. Inoltre, questo dottore, effettua verifiche approfondite e, soprattutto, non si ferma al primo sintomo, ma vuole delineare un quadro generale. Non un semplice cardiologo, bensì un clinico.
Siamo fortunati, ha lo studio vicinocasa nostra.

Voglio che guarisca e so che gli uomini sono un po’ “fifoni”, ma, soprattutto, cercano di sminuire o di trovare una soluzione immediata.

Il Dott. Massimo Romano mi piace: diretto, serio, senza tanti fronzoli.

Ascolta: “Raccontami i tuoi sintomi“. Visita: non gli piace molto il suono che sente. Vuole andare a fondo al problema e capire la situazione.
Per le sigarette non si pronuncia: sarebbe rimarcare l’ovvio. Il fumo sta facendo la fortuna dei cardiologi e di tutti coloro che si occupano di problemi legati al sistema cardio-respiratorio. Neanche sullo stile di vita che conduce mio marito si pronuncia, si limita ad affermare che lui sa come dovrebbe vivere.

Nel giro di due settimane ha il quadro completo e ha conquistato la nostra totale fiducia e a Palli vengono messi due stent e decide di smettere di fumare.

Le medicine non sono la soluzione, ci aiutano a ridurre l’impatto di qualcosa che non va, ma la determinazione a capire perché il tuo corpo non funziona più come prima, dovrebbe essere il vero obiettivo di un medico che vuole farti guarire.
L’ossigeno che ora circola molto meglio, ha fatto ringiovanire Palli di almeno 5 anni. Smettere di fumare non è stato impossibile. Infatti, non fuma più dal giorno del ricovero.

Le visite con il cardiologo, sono diventate un incontro di confronto, ma soprattutto di ascolto.

Una moglie innamorata

Patologia cardiocircolaoria

Patologia cardiocircolatoria

Sono Romano, ho 63 anni e da 11 anni convivo con la mia patologia cardiocircolatoria.

Nei primi giorni del febbraio 2009, ho iniziato ad avvertire forti dolori al petto , quindi mi sono recato dal medico di base, che, nonostante sospettasse che avessi un’ernia iatale, mi ha consigliato di sottopormi ad una scintigrafia cardiaca.

Dopo aver visto i risultati dell’esame, che evidenziava la presenza di riduzione coronarica, mi è stato suggerito di rivolgermi ad un bravo cardiologo.

Un carissimo amico che aveva anche lui una patologia cardiocircolatoria mi ha invitato a contattare il dott. Massimo Romano. Così, ho preso appuntamento e pochi giorni dopo, mi ha visitato.

Il dottore, dopo avermi ascoltato e avermi sottoposto a un’accurata visita, mi ha rassicurato e tranquillizzato, mettendomi subito a mio agio. Il dottore, con molto tatto e sensibilità, mi ha ripetuto che la mia patologia non era grave, tuttavia satrebbe stato necessario interventervenire tempestivamente. Dopo l’intervento ho scoperto che prima dell’ angioplastica, la mia aspettativa di vita era ridotta solo pochi giorni di vita.

Quindi l’attenzione, la professionalità e l’umanità di Massimo mi hanno salvato la vita.

L’intervento di angioplastica Coronarica– PTCA  è avvenuto nel 2009 presso l’Ospedale San Pietro F.B.F con la supervisione del dott. Romano.

Nel corso degli anni successivi, nonostante l’intervento fosse riuscito molto bene, sono stato sottoposto nuovamente a simili operazioni e ad altri accertamenti di vario genere a causa della mia patologia cardiocircolatoria. Infatti, affidandomi completamente alle cure del dott. Romano, effettuavo tutti i controlli  che mi raccomandava.

I benefici dell’intervento sono stati immediati, tanto che, già pochi giorni dopo la prima operazione, ho iniziato nuovamente a lavorare ed avere una vita regolare, senza avere alcun problema.

Successivamente, e durante tutto questo periodo, si è instaurato un rapporto medico-paziente inaspettato e meraviglioso.

Grazie all’alta professionalità di Massimo, ho affrontato la malattia senza deprimermi, senza mai perdere di vista il problema, ma vivendo serenamente la quotidianità.

Il più grande insegnamento che il dottore mi ha trasmesso e che mi permette di sentirmi sano ogni giorno, è quello di ascoltare sempre il proprio cuore, non sforzandolo più del dovuto, consapevole che, oltrepassando tali limiti potrei correre  seri rischi.

Romano Casale
fibrillazione

Fibrillazione mal curata

Ho conosciuto il Massimo quasi per caso nel 2015 e da allora è divenuto il mio cardiologo e lo sarà per tutta la mia vita.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2006 mentre ero al lavoro mi sono sentito malissimo: oltre al respiro affannato mi accorgevo che le gambe non mi sostenevano.

La mia fortuna fu che nell’Istituto per il quale facevo servizio esisteva, ed esiste ancora, un presidio di pronto soccorso.

Il medico che mi visitò si accorse subito della gravità del mio stato: cuore in fibrillazione, frequenza cardiaca alle stelle, e, con la scusa di un semplice controllo, mi accompagnò all’ospedale di Frascati dove mi ricoverarono immediatamente.

Dopo due settimane di cure, mi dimisero facendomi presente che il mio cuore avrebbe continuato a fare le bizze.
Senza badare a spese mi rivolsi ad un professore luminare primario del reparto di cardiologia di un grande ospedale romano credendo che avrebbe curato la mia fibrillazione e sarebbe sata la mia ancora di salvezza.

Purtroppo, mi curò la fibrillazione con il cordarone un farmaco che mi bloccò la fibrillazione ma fu letale per la mia tiroide tanto che nel 2007 dovetti subire un intervento di tiroidectomia totale al Policlinico.

Decisi, quindi di cambiare  cardiologo e scelsi un professore  che avevo conosciuto al Policlinico e di cui si parlava benissimo. Neanche in questo caso ottenni il risultato sperato, ossia un miglioramento del mio stato.
Dopo alcuni anni senza miglioramenti decisi di rivolgermi una cardiologa che lavorava in un altro ospedale romano, ma non cambiò nulla, la mia salute era sempre precaria.
Un giorno, parlando con un caro amico, anche lui con problemi cardiaci, venne fuori il nome del dott. Massimo Romano che era ed è tuttora il suo cardiologo curante.
Me ne parlò talmente bene che mi convinsi  a cambiare ancora.
Era il 2015.

Il dott. Romano mi diede subito la sensazione di cardiologo capace, ma, cosa che più mi colpì, fu che mi mise  a mio agio. Infatti riuscii a dialogare con lui come con un amico di lunga data.

Mi piacque subito la sua capacità di essere professionale senza la spocchia del “io sono io e tu non sei niente”.
Dopo una visita accuratissima con elettrocardiogramma e successivo ecocardio, le sue spiegazioni furono chiare e comprensibili.

A quel punto la svolta.

Il mio problema era legato al malfunzionamento della valvola mitrale che impediva al cuore di funzionare bene.
Riuscì in breve tempo a farmi ricoverare in una struttura pubblica senza dover affrontare le spese che sostenni pochi mesi prima in una clinica a Bologna dove  subii un intervento di valvuloplastica e l’inserimento di 2 stent nelle coronarie.

Da allora la mia vita è cambiata radicalmente e anche se necessito ancora di medicinali, posso  godermi una vacanza a pieno ritmo, posso confrontarmi con gli altri senza complessi di inferiorità causati dal disagio fisico. Insomma, possso vivere la vita di tutti i giorni con grande
serenità.

In pochissimo tempo poi il medico è diventato un amico,un confidente, un fratello maggiore che mi tira le orecchie se non seguo i suoi consigli, ma si pone sempre con un sorriso.
Massimo vorrebbe che tutti i suoi pazienti vivessero oltre i cento anni.
Andare da lui è un piacere perché è pignolo e puntualizza se fai cose che non dovresti, ma, allo stesso tempo, i tuoi progressi sono per lui una grande gioia.
Anche mia moglie è una sua paziente.
Siamo tutti e due felici di avere per medico Massimo Romano.

Lettera firmata.