prevenzione cardiovascolare

La prevenzione cardiovascolare: controlli periodici dal cardiologo

Sono una paziente del Dott. Romano, non perchè abbia particolari problemi, ma perchè credo nella prevenzione cardiovascolare e, pertanto, faccio controlli periodici. Mi piace confrontarmi con lui, perche’ approfondisce ogni aspetto della salute non solo quelli inerenti la prevenzione cardiovascolare e non lascia nulla al caso. Infatti e’ sempre andato oltre rispetto a cio’ che ci si aspetta da una normale visita cardiologica.

Visto la mia esperienza positiva, anche i miei cari sono seguiti da oltre dieci anni da Massimo che è diventatato per noi un punto di riferimento, oltre che per la cura e la prevenzione cardiovascolare, anche per consigli sulla salute in generale.

É sempre con immenso piacere che parlo di Massimo Romano, della suo impegno nella prevenzione cardiovascolare e della sua grande umanità. Infatti, Massimo ha avuto sempre a cuore l’argomento della prevenzione, per poter intervenire tempestivamente e risolvere, o contenere, il problema.

Ho avuto il privilegio di lavorare con lui come segretaria circa venti anni fa. Da subito ho capito che era una persona speciale e soprattutto un grande medico. Ho apprezzato, oltre alla professionalità confermata dai pazienti, l’estrema umanita’ ed empatia che lo hanno sempre contraddistinto.

Arianna

interesse per la salute del paziente

L’interesse per la salute del paziente

L’interesse per la salute del paziente spinge il medico ad approfondire la situazione di salute generale del paziente stesso.

Questo fa la differenza tra un medico che lavora per passione e uno che lo fa come mestiere.

Il dott. Massimo Romano per me e mia moglie si è dimostrato essere insostituibile e prezioso. Massimo mi fu presentato da un caro amico al quale aveva salvato la vita grazie a un intervento attento e tempestivo.

Da tanti anni io e mia moglie effettuiamo delle visite cardiologiche da Massimo e in tutto questo tempo abbiamo sempre apprezzato il suo approccio molto curato, calmo e completo. Massimo dimostra continuamente l‘interesse per la salute del paziente,  infatti, non approfondisce solo la situazione cardiologica, bensì si informa su tutti gli altri nostri “malanni”.

In questi anni abbiamo capito che lui vuole tenere in conto l’insieme e non solo il particolare per riuscire a curare al meglio i suoi pazienti.

Due anni fa riscontrai un fastidioso stato di affaticamento e di malessere generale e mi rivolsi a lui. Il dottore iniziò subito le sue indagini sempre più approfondite. Costantemente mi spiegava con calma e pazienza i risultati e condivideva le ragioni di ulteriori approfondimenti.

Infatti, l’interesse per la salute del paziente si manifesta anche avendo cura dell’emotività e delle paure di chi hai davanti e si fida di te.

Ho messo due stent ma dopo una serie di complicazioni è stato necessario intervenire con un doppio by-pass coronarico. Tutto ciò è avvenuto con la più grande confidenza e con la serenità del conforto del team di chirurghi e specialisti che MAssimo ha saputo riunire.

Nelle sue mani mi sono sempre sentito molto tranquillo e al sicuro, infatti  tutto si è concluso nel migliore dei modi.

 

Pierandrea Felici
medico sincero

Un medico sincero

Il Dott. Romano è un medico sincero e, a volte le sue parole sono difficili da accettare e da digerire, ma sempre mirate all’interesse del paziente.

Infatti, sono giorni che penso a quali parole usare per descrivere la nostra esperienza con il lui,  è un argomento delicato da affrontare, poichè ci sono in ballo molti fattori anche emotivi.

Siamo ricorsi alle cure del dottore prima per mia madre poi anche io ho fatto tesoro della sua esperienza e professionalità.

Grazie a lui mia madre è migliorata e, a oggi, ha raggiunto 86 anni.

Tutto questo non sarebbe mai potuto essere possibile se lui non fosse stato un medico sincero. Le sue parole sono state anche  molto dure.
Gli dobbiamo molto sia dal punto di vista professionale che umano.

Dopo la guarigione di mia madre anche io mi sono affidato a lui e, dopo un’accurata visita, grazie sempre al suo essere un medico sincero e senza filtri,  proprio sotto il suo studio ho gettato il pacchetto di quelle maledette sigarette che da anni mi tormentavano.

La preparazione la competenza unite alla sua grande umanità fanno lui un medico sincero e speciale.

Infatti, anche se ha molti pazienti da seguire e progetti da portare avanti è sempre disponibile, sempre puntuale nel rispondere ad un messaggio scritto o a una richiesta di aiuto o a chiarire un dubbio.

Per le cure e gli anni di vita che ha donato a mia madre, e i preziosi consigli che ha dato a me, gli sarò sempre grato.

 

Giancarlo Tozzi
crisi ipertensive

Crisi ipertensive

Soffrivo di crisi ipertensive da anni, a febbraio 2020 durante un controllo annuale standard, il Dott. Romano mi fa notare che le placche alla carotide appaiono stranamente aumentate.

Quindi, Massimo insiste sulla necessità di iniziare una terapia con le statine. Sono anni che mi consiglia questa terapia, ma io non voglio, purtroppo ora i fatti danno ragione a lui.

Infatti, nonostante le crisi ipertensive, essendo una asintomatica, per me le conseguenze del colesterolo sono apparentemente qualcosa di ignoto.

Inizio a prendere le statine, ma le mie crisi ipertensive non mi danno tregua per colpa dello stress  (il mio lavoro è considerato fonte di grosso stress).

Le mie condizioni di salute peggiorano e le  crisi ipertensive diventano molto  serie.

Massimo è sempre al mio fianco e decide per una TAC cardiaca: il risultato evidenzia una placca importante ad una coronaria. Non mi pongo il problema di cosa fare, seguo Massimo, che mi consiglia una corografia.

La fissiamo per  il 9 marzo, è il giorno del mio compleanno, ma non rinuncio. L’unico timore è che stiamo entrando in pieno lockdown, ma fortunatamente la Clinica rispetto l’appuntamento.

La corografia si trasforma in angioplastica e in un attimo la mia vita si trasforma.

Infatti spariscono tutti i sintomi comprese le crisi ipertensive, sparisce la confusione mentale che mi accompagnava ormai da mesi, ma soprattutto sparisce la mia “lotta” giornaliera con il misuratore della pressione.

Finalmente torno ad essere una persona di 71 anni che può tranquillamente continuare a fare la sua professione, sorridendo al mondo anche con il coronavirus dilagante.

Tutto questo grazie all’attenzione di un cardiologo che non molla mai!

Grazie Massimo

Maria Pia
sostegno emotivo

L’importanza del sostegno emotivo da parte del medico

Incontrai il Dott. Romano, se la memoria non mi inganna, oltre 20 anni fa.

Iniziammo con mia mamma, piccola donna fragile e tanto emotiva, dal cuore grande che però dava un po’ di problemini. Ci rivolgemmo a lui, giovane medico sempre con la battuta pronta a spazzare via ogni timore, per una diagnosi che all’epoca non fu del tutto negativa.

Cominciammo a  chiamarlo per nome, perchè con gli anni la confidenza e la fiducia aumentarono talmente tanto che le formalità sembravano inutili. Il rapporto informale non fu motivato dalla mancanza di rispetto ma proprio dalla gratitudine di averlo incontrato e dalla sensazione che fosse uno di famiglia.

Con il suo sostegno emotivo, il suo sorriso e la sua grande professionalità affrontammo i problemi di salute di mia madre e  si risolse tutto nel migliore dei modi. Ancora oggi le ripete sempre:  “il tuo piccolo cuore batte alla grande!”

Poi un giorno di tanti anni fa, il mio sesto senso mi spinse a far controllare mio papà, diffidente verso i medici e i controlli in generale.  Con la scusa di accompagnare mia madre a un controllo, portai anche mio padre e mio marito prenotando a loro insaputa. Quel giorno, come poi non accadde mai più, io non andai con loro. Quando tornarono e li vidi capii subito: il loro cuore non andava molto bene.

Infatti, nel corso degli anni entrambi furono operati sotto la supervisione del nostro Massimo, che ci segui sia  dallo specialista chirurgo che all’ospedale che durante le cure successive. Il suo sostegno emotivo non ci è mai venuto a mancare.

La stima e la fiducia ormai erano profonde e le sue parole ci rassicuravano. Tutti insieme, durante le visite, ridevamo delle nostre disgrazie di salute, ma, allo stesso tempo Massimo aveva sempre un occhio di riguardo per le nostre paure e le nostre incertezze.

Attraverso le sue parole sempre appropriate, la sua grande umanità nel rapportarsi col paziente che a volte non è proprio così paziente (come mio papà), lui è riuscito sempre a rasserenarci.

Anche con mio marito che non è mai stato un uomo dalle tante parole, Massimo è riuscito a trovare un modo per comunicare e instaurare un rapporto di fiducia.
Mio marito subì un’operazione importante, ma sotto la  guida professionale del dottore e grazie al suo supporto emotivo, siamo riusciti ad affrontare l’intervento serenamente.

I controlli da Massimo erano sempre positivi e rassicuravano noi famigliari, ma non mio marito che, nel frattempo, aveva perso il lavoro ed era caduto in depressione.

Il sostegno emotivo e le belle parole di Massimo piene di speranza e di positività lo spronarono  ad andare avanti e a combattere anche per il bene dei nostri figli.

I controlli successivi di mio marito non andarono bene, ma Massimo ci rimase vicino anche con il cuore e combatté con noi le nostre battaglie.

Ecco questo è il nostro Massimo.  Quando entri nel suo studio ci entri col sorriso anche quando stai attraversando un cammino lungo. Avrai sempre la sua pacca sulla spalla e il suo sostegno emotivo. Questo serve sia al paziente che al parente del paziente che dovrà affrontare insieme il percorso a volte difficile.

Nel frattempo mi sono ammalata anche io. Il destino ha bussato due volte alla mia porta in otto mesi e Massimo mi ha supportato e incoraggiato a non perdere la speranza. Il mio percorso non è stato semplice, dovevo infondere coraggio a  tutti e in più portare anche la mia croce. E vi dico che ho fatto tutto il possibile e a volte anche l’impossibile. Quando la vita però decide per te non puoi farci nulla.

Massimo negli anni è diventato un punto di riferimento importantissimo, infatti, quando mio padre fu vittima di un brutto male, non legato al cuore, fu lui a starmi vicino e a consigliarmi. I miei famigliari furono informati solo dopo due anni delle condizioni di papà. Quando fui costretta a comunicare le condizioni di mio padre ai nostri cari mi rivolsi a Massimo.

Ricordo molto bene che lui mi parlò al telefono piano piano, con parole dolci. Le parole di Massimo erano parole di chi sa cosa vuol dire la “Sofferenza”.

Mio padre volle andare a salutare e ad abbracciare Massimo per l’ultima volta. Non li dimenticherò mai gli occhi di Massimo quel giorno, parlammo con lo sguardo e poi mi regalò un attestato di “CAVALIERE” e vidi ridere mio papà di nuovo come non faceva più. Quando Massimo lo salutò gli disse “Stammi bene” e mio papà gli rispose con un filo di voce: “sicuro…alla prossima!” Poco dopo un mese mio padre ci lasciò . Quando Massimo lo seppe mi scrisse :” Papà non poteva desiderare una figlia migliore!”

Quando rividi Massimo il suo abbraccio disse più di tante parole.  Il dolore era  ed è ancora tanto.

In questi momenti tanto difficili è importante avere  vicine  persone speciali come lui, che svolgono il proprio lavoro con il “cuore” perché non lo auscultano solamente ma lo sentono e se ne prendono cura.

Il suo intento è quello di curare le persone, no le malattie. Sarò sempre grata a Massimo  perché per noi c’è sempre stato.
E so che ci sarà sempre.

Daniela
rapporto medico-paziente

Rapporto medico-paziente

Mi chiamo Irma e posso dire che nel rapporto medico-paziente la “confidenza” è fondamentale.

Purtroppo, fin dall’età adolescenziale ho avuto problemi di tachicardia, nella maggior parte dei casi i medici la sottovalutavano liquidandomi senza spiegazioni.
Un giorno, durante il mio tortuoso percorso tra un medico e l’altro ho avuto la fortuna di incontrare il Dott. Massimo Romano.
Fin dalle prime visite con lui il rapporto medico-paziente era diverso:”mi ascoltava” mentre gli spiegavo i miei problemi di salute nel dettaglio.
Sembrerebbe scontato che un medico ti ascolti, ma io sono stata sfortunata: i “professionisti” non ascoltavano quello che dicevo si limitavano a leggere gli esami e  a fare una diagnosi sulla base della loro esperienza, non sulle basi della mia personale situazione.

Insomma, il rapporto medico-paziente era del tutto inesitente, basato esclusivamente su un “acquisto di servizi” senza considerare il fattore umano.

Quindi, decisi di affidarmi alle cure di Massimo.
Con lui, negli anni,  si è instaurato un rapporto medico-paziente più confidenziale e di totale fiducia.
Infatti, i primi tempi quando mi recavo da un’altro medico e mi prescriveva dei farmaci o delle visite specialistiche, non facevo nulla senza consultare Massimo, anche se non era il suo specifico ambito di competenza.

Avevo bisogno della sua rassicurazione, perchè aveva dimostrato di tenere alla mia salute e alla mia persona.

Ora per sua fortuna non lo assillo più come un tempo! Tuttavia non lo escludo mai dal mio percorso sanitario.
Il rapporto medico-paziente con Massimo è stata la mia fortuna, ho trovato un dottore che sa spiegare tecnicamente, ma in maniera semplice da capire il problema che si presenta.
La cosa che mi ha colpito più in lui è che non rimane solo dietro la sua scrivania, ma fa sempre un passo avanti e tende la sua mano.
uno stile di vita sano

Uno stile di vita sano

Mi chiamo Valentina, sono la figlia di un paziente del Dottor Romano che per molti anni non ha condotto uno stile di vita sano.

Massimo ha salvato la vita di mio padre ormai diversi anni fa. Sono profondamente riconoscente a lui e a tutti i professionisti che, in modi diversi, hanno contribuito alla nostra presa in carico fisica, emotiva e psicologica.

Infatti, mio padre, non conducendo uno stile di vita sano, si ammalò generando una situazione di sofferenza per se stesso e di inadeguatezza di tutti noi, suoi cari.

Ancora oggi, a distanza di molti anni, quando accompagno mio padre ai controlli periodici, parte lo stesso copione: Massimo lo sprona a perdere peso e ad adottare uno stile di vita sano e lui esclama, con la sua faccia di bronzo:”…va beh dottore, è cosa fatta !!!”

Ovviamente mio padre,  malgrado gli avvertimenti, la malattia e la nostra supervisione,  se ne guarda bene dal condurre uno stile di vita sano.

Nonostante i suoi settantasette anni, sembra essere non curante dei rischi e continua ad adottare nel quotidiano comportamenti incauti rispetto alle sue reali condizioni.

A parte questa apparente indifferenza, frutto del suo carattere indolente, mio padre sa perfettamente quanto deve al proprio cardiologo di fiducia e alle équipes di Bologna e Casal Palocco che lo hanno seguito.

La pazienza e l’affidabilità di un bravo medico fanno sentire il paziente e i suoi famigliari “protetti” e al sicuro.

Infatti, con mio padre é  accaduto più di una volta che, a causa di un malanno improvviso, ha avuto bisogno di cure adeguate e tempestive. Il Dottor Romano è sempre stato disponibile per appuntamenti urgenti e consulti telefonici.

La stima che nutro per lui è dovuta alla sua grande umanità e alla sua pazienza illimitata, di questo un malato e la sua famiglia hanno bisogno per affrontare il percorso di cura e guarigione.

Valentina Vignoli

valvola mitrale

Valvola mitrale: un percorso difficile tra interventi mal riusciti e delusioni

Già da piccola avevo sentito battiti diversi: le emozioni, i primi dolori, i  primi amori, ecc…

Il cuore è l’organo più conosciuto del nostro corpo, quello che sembra trasmetterci le emozioni per questo motivo, da piccola, pensavo che fosse “LUI”(Cuore) a gestire tutta la mia vita.

Io mi fidavo di “LUI”.

Poi, crescendo, ho iniziato a fare i conti con un cuore che si comportava in maniera anomala: accelerava i suoi battiti senza un reale motivo.
Mentre passeggiavo  avevo difficoltà e mi fermavo:  “LUI” mi stava avvertendo che c’era qualcosa che non andava.

All’epoca pensai che, a causare il mio malessere fosse il  periodo stressante che stavo vivendo. Ero stanca e il lavoro era pressante.

Quando decisi di rivolgermi al medico di base, approfondii le indagini e mi prescrisse una visita  dal cardiologo. A questo punto mi sentii spiazzata, perchè non conoscevo nessun cardiologo affidabile. Fu un’amica a consigliarmi il Dottor Massimo Romano con il quale instaurai  subito un rapporto di amicizia dandoci subito del “tu”.

Iniziammo insieme un percorso di ricerche, arrivando alla conclusione che il mio malessere non era frutto dello stress, bensì di problemi al cuore.

Mi riscontrarono problemi alla valvola mitrale con un deficit di mal funzionamento medio-grave, e di conseguenza anche la valvola
tricuspide era in sofferenza. Questa condizione andò avanti  per molti anni fino al 2012 quando l’operazione ipotizzata anni prima divenne realtà.

valvola mitrale

 

L’intervento avvenne presso una struttura ospedaliera della capitale.  Il chirurgo effettuò un cerchiaggio alla valvola e non la sostituzione della stessa.

Dopo l’operazione tutto procedeva bene, anche se la valvola tricuspide era sempre deficitaria nel suo relativo funzionamento. Questo periodo di benessere durò per circa due anni, poi i problemi si ripresentano in forma più grave. Il Dottor Romano, a questo punto, mi consigliò un altro cardiochirurgo a Bologna.

Inizia una nuova trafila fatta di analisi e di indagini strumentali che portano alla decisione di effettuare un nuovo intervento. Questa seconda operazione consisteva, prevalentemente, nella sostituzione della valvola mitrale con una meccanica e in una sistemazione della  valvola tricuspide anch’essa compromessa nella sua funzionalità.

Durante l’intervento, però, avvenne qualcosa di anamolo:  la valvola mitrale fu sostituita con una meccanica, ma la valvola tricuspide non fu presa in considerazione e rimase come prima, con tutti i suoi problemi.

Il post operatorio fu molto difficile: fui ricoverata diverse volte  per le infezioni contratte in sala operatoria a Bologna.

Purtroppo, a causa di questa brutta esperienza sanitaria, anche il rapporto con Massimo si incrinò.

Infatti, io avrei voluto che lui fosse più presente in tutta questa situazione molto complicata, mi sono sentita abbandonata. Pertanto sono stata un pò di tempo senza comunicare con lui.

Quando mi sentii pronta gli invia una lunga mail dove spiegavo che noi pazienti abbiamo il bisogno di sentire il lato umano del nostro medico, che avvertiamo la necessità che il nostro cardiologo sia mentalmente connesso con noi in questi periodi cosi particolari
della nostra vita.

Mi rendo conto che la mia fu una e-mail intensa e diretta, senza mezzi termini. Dopo questa mia comunicazione Massimo, il Dott Romano è ritornato ad essere, non solo il bravo cardiologo che non ha mai smesso di essere, ma anche  un attento, affettuoso e umano consigliere del malato che a lui si affida con la massima  fiducia.

PS. Il Dott Massimo Romano è sempre il mio cardiologo e amico.

 

Clara Peroni

PFO

Una mamma fortunata

Mi chiamo Francesca , sono una libera professionista nel campo del marketing e mamma di tre figli.

Il mio problema, il PFO ( forame ovale pervio), un “buchino” in mezzo ai due atri ( il sangue non ossigenato va in circolo con il sangue ossigenato) è congenito.

PFO

Ho avuto diversi sintomi durante la vita, ma il più importante che ha dato il via a tutti gli accertamenti, è avvenuto nel 2013: un TIA (attacco ischemico transitorio). Questo attacco è iniziato con un forte mal di testa, appannamento della vista e impossibilità di muovere la parte sinistra del corpo.

Al pronto soccorso mi hanno detto che era solo stress o una crisi di panico. Sono stata ricoverata una settimana e mi hanno fatto degli esami standard.

Grazie all’insistenza di una mia cara amica neurologa mi hanno fatto fare un esame, l’ecocolordoppler transcranico, per verificare se arrivavano bolle d’aria alla testa. Questo esame ha accertando l’esistenza delle bolle, ipotizzando un PFO medio grande.
Nonostante questo risultato mi hanno messo in dimissioni protette per un mese indicandomi tutte le indagini strumentali che avrei dovuto fare per mio conto. Inizia il calvario.

Ho visitato molti ospedali di Roma e visto tanti cardiologi. Tutti gli specialisti che ho incontrato, dall’illustre luminare in cardiologia all’amico fidato dell’amico, mi davano  lo stesso verdetto: ero troppo giovane per avere un problema cardiaco importante e, visto che ero madre lavoratrice, la mia era solo stanchezza. Inoltre mi evidenziavano il fatto che una buona percentuale della popolazione italiana ha un PFO e vive senza problemi non scoprendolo mai.

La gran parte di questi medici dopo un colloquio verbale si limitavano a un elettrocardiogramma senza neanche visitarmi.

Intanto i sintomi erano debilitanti: forti mal di testa localizzati sopra gli occhi, annebbiamento della vista, tachicardia, affaticamento eccessivo, forte incapacità di compensare a seguito di uno sforzo, e, sempre a seguito di uno sforzo, forti mal di testa, disorientamento e nausea.

Finalmente una persona  mi indirizza dal cardiologo dott. Massimo Romano. La prima visita con lui è durata tantissimo: mi ha posto domande pertinenti, mi ha ascoltata. Voleva sapere chi ero prima di capire cosa avessi, voleva farsi un quadro generale della persona che aveva davanti.

Mi sono resa subito conto che non ero un numero, che non ero più sola a combattere per la mia saluta, che con lui non dovevo impegnarmi ad essere credibile, perchè lui riconosceva il mio malessere al di là della mia vita frenetica.

La sua visita fu approfondita e accurata e subito ha accertato un problema cardiologico. La mia fiducia è stata totale e immediata. Il dottore ha anche capito e accettato che io non volevo essere una paziente passiva, ma avevo bisogno di spiegazioni e di capire tutto quello che succedeva. Infatti non mi ha mai mentito: per anni, nonostante la terapia, mi diceva che ero a rischio continuo, che le medicine non erano sufficienti che dovevamo percorrere altre strade.

Dopo anni di grandi malesseri, paure e trafile burocratiche finalmente un giorno il Massimo mi ha comunicato che esisteva la possibilità di chiudere il mio “buchino” in endoscopia a Bologna. Ho accolto subito la proposta e piena di paura, rassegnazione e speranza sono partita.

Il buchino tanto “ino” non era, era di 25 mm, appena al limite per intervenire in endoscopia. Come mi ha detto il cardiologo che mi ha operato, la mia aspettativa di vita, con quelle premesse, non sarebbe stata molto lunga.

Nel video sottostante si vede l’intervento in endoscopia dove si evidenzia la grandezza del PFO e il passaggio del sangue tra un atrio e l’altro.

Il percorso per me, i miei figli e i miei cari è stato lungo e faticoso e non sempre accompagnato dalla speranza.

Oggi sto bene, faccio i conti con i problemi fisici che tutto questo mi ha lasciato, ma mi ritengo una donna fortunata ad aver incontrato un medico che ha saputo ascoltarmi.

Io ho dato fiducia a Massimo, perchè lui è stato il primo a darla a me, come paziente e come donna che voleva stare bene. Devo a Massimo la fortuna di poter crescere i miei figli.

Purtroppo tutto questo percorso mi ha lasciato una profonda sfiducia medici. Sono una paziente molto difficile e, sia per me che per i miei figli, sono disposta a cambiare molti medici finchè non trovo quello che mi ispira fiducia, il medico che veramente è capace di ascolta come Massimo.

Ho deciso di condividere la mia testimonianza, perché vorrei essere d’aiuto alle donne, alle mamme come me che non sono state ascoltate e supportate dai medici. È importante ascoltarsi e darsi fiducia e cercare chi sappia ascoltarti e darti fiducia.

Francesca Guglielmi